← Torna alla home
La storia

Storia di una piccola ferrovia

Da Trieste a Parenzo, 123 km sui binari a scartamento ridotto: come nacque, morì e rinacque la Parenzana.

Sembra di vederlo ancora, quel trenino sbuffante, apparire all'uscita di una delle gallerie in mezzo al bosco: un locomotore a scartamento ridotto che trainava poche carrozze di merci e persone nella tratta Trieste-Parenzo agli inizi del Novecento. È la Parenzana, l'ex ferrovia istriana dismessa nel 1935, che oggi disegna uno straordinario itinerario ciclopedonale nell'Istria nord-occidentale. Dove un tempo transitavano i treni, oggi scorrono le biciclette e gli escursionisti alla ricerca di un'esperienza autentica a cavallo di tre Paesi: Italia, Slovenia e Croazia.

Inaugurata il 1° aprile del 1902, la ferrovia era lunga 123 km e adottava lo scartamento ridotto di 760 mm, detto "bosniaco", molto diffuso nell'Impero asburgico per i ridotti costi e tempi di realizzazione. Questa linea tortuosa e spettacolare nacque con uno scopo fondamentale: togliere dall'isolamento l'entroterra dell'Istria e collegarlo all'importantissimo emporio di Trieste.

Il percorso comprendeva 33 tra stazioni e fermate intermedie, snodandosi lungo un tracciato ardito che contava 9 gallerie e 17 tra ponti e viadotti. Il tratto più spettacolare era quello tra Grisignana e Visinada dove, per superare il dislivello della valle del Quieto, il binario assumeva le caratteristiche di una vera e propria ferrovia di montagna, passando dai 2 metri sul livello del mare di Trieste e Capodistria ai 293 metri nei pressi di Grisignana.

Il trenino percorreva la tratta in 6-7 ore, portando vita e sviluppo nei paesi attraversati. La linea trasportava sia viaggiatori — in carrozze illuminate a petrolio con 30 posti — sia merci preziose per l'economia locale: vino, olio, legname, la pietra lavorata e il sale delle saline di Sicciole.

Dopo gli anni di massimo splendore antecedenti alla prima guerra mondiale, l'annessione dell'Istria al Regno d'Italia e la successiva concorrenza dei trasporti su strada e via mare portarono a un lento declino. La soppressione della linea giunse a fine agosto del 1935. Successivamente, il secondo dopoguerra e il tracciamento dei nuovi confini divisero il territorio, lasciando ampi tratti della ferrovia nell'abbandono.

A fine Novecento è arrivata la rinascita: grazie a lungimiranti progetti europei transfrontalieri (Interreg), il sedime ferroviario è stato ripristinato, le gallerie sono state messe in sicurezza e illuminate, e il tracciato è stato interamente recuperato e segnalato. Oggi la Parenzana vive una seconda giovinezza: un percorso lungo 118 km (3 km in Italia, 35 km in Slovenia e 80 km in Croazia) che unisce luoghi e persone, rinomata in tutta Europa come la "Strada della salute e dell'amicizia".

Abbiamo ricostruito questa storia con il Museo Ferroviario di Trieste, in un documentario girato con la collaborazione di Davide Raseni.

Scopri le tappe → Mappa & tracce GPS →
Vuoi noleggiare la bici/e-bike per il tuo viaggio? Prenota ora